Come ottenere il CIR (e come si incastra con il CIN): la guida 2026
CIR e CIN non sono la stessa cosa e nel 2026 servono spesso entrambi. Ecco cosa sono, come si richiedono e perché il nazionale non manda in pensione il regionale.
Se apri una casa agli affitti brevi ti scontri quasi subito con due sigle: CIR e CIN. Sembrano doppioni, ma non lo sono — e nel 2026, in molte Regioni, ti servono tutti e due.
1. Cos’è il CIR
Il CIR è il Codice Identificativo Regionale: lo rilascia la Regione (o la Provincia autonoma) e identifica e registra la tua struttura nel sistema regionale. Attenzione: non è il titolo che ti “abilita” in senso stretto — quello dipende dai requisiti del tuo Comune (SCIA/CILA, urbanistica) — ma è il codice che ti serve per gli adempimenti. In diverse Regioni cambia anche nome (per esempio IUN in Toscana, NUMR nel Lazio).
2. CIR e CIN: che differenza c’è
Il CIN è il Codice Identificativo Nazionale, assegnato dal Ministero del Turismo tramite la banca dati BDSR. Serve a identificare l’unità a livello nazionale e va esposto in ogni annuncio (Airbnb, Booking, sito tuo) e all’esterno dell’alloggio.
- Il CIR guarda al livello territoriale (registrazione regionale);
- il CIN guarda alla tracciabilità nazionale (e ora anche europea).
Il CIN non sostituisce il CIR: dove la Regione prevede ancora il codice locale resta valido; negli annunci, però, si espone il CIN.
3. Come ottenere il CIR
La procedura cambia da Regione a Regione, ma il percorso è quasi sempre questo:
- accedi al portale del turismo della tua Regione (di solito con SPID o CIE);
- registri la struttura inserendo i dati dell’immobile (indirizzo, tipologia, posti letto);
- ottieni il codice regionale da usare poi negli adempimenti (comunicazioni ISTAT, alloggiati, ecc.).
Dove la Regione non prevede alcun codice proprio, si richiede direttamente il CIN.
4. Poi il CIN (in quest’ordine)
In molte Regioni serve prima il CIR per poter richiedere il CIN: sulla piattaforma del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it, accesso con SPID/CIE) recuperi il codice regionale e la struttura, verifichi i dati e ottieni il CIN — gratuito — che da quel momento va esposto ovunque.
5. Cosa rischi se manca
- Da 800 a 8.000 € per immobile se operi senza CIN;
- da 500 a 5.000 € per ciascuna violazione se non esponi il codice — sia nell’annuncio sia all’esterno dello stabile.
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